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TOTO VINCE A LONDRA IL PREMIO "INTERNATIONAL TUNNELLING AWARDS" COME MIGLIORE IMPRESA E MIGLIOR PROGETTO PER SCAVO GALLERIA

   

 

Chieti, 27 novembre 2013 TOTO Costruzioni Generali, ha vinto l’ “International Tunnelling Awards”, sia nella categoria “Tunnellling Contractor of the Year” che in quella di “Tunnellling Project of the Year”. Il premio internazionale rappresenta l“Oscar” annuale dei grandi lavori e viene assegnato alle imprese che nel mondo hanno realizzato infrastrutture innovative nell’ambito dello scavo di gallerie.
La cerimonia di premiazione si è svolta ieri 26 novembre a Londra, presso il Grosvenor House Hotel, a Mayfair, nell’ambito della 4^ edizione del Premio, ritirato per conto dell’impresa italiana da Paolo Toto, accompagnato dagli ingegneri della società Lorenzo Scolavino, Jens Classen e Alfonso Di Cara. In competizione con TOTO vi erano  i più grandi nomi americani, australiani, inglesi, olandesi, come Mott Mc Donald, Leighton, Strukton Civiel, Michels.

Il Premio viene organizzato ogni anno dal “New Civil Engineering Magazine”, organo di stampa dell’ “Institute of Civil Engineering” inglese, antica istituzione di quadi 200 anni di vita, nonché dalla “International Tunnellling and Underground Space Association  (Ita-Aites)

TOTO Costruzioni Generali, unica azienda italiana selezionata quest’anno dalla giuria internazionale, è in assoluto la prima azienda italiana a vincere il prestigioso premio nella categoria “miglior contractor” e “miglior progetto”.


Nel campo dei grandi lavori l’Italia riesce ancora ad essere competitiva sul piano mondiale. Interpretiamo così i riconoscimenti che la giuria inglese ci ha assegnato, ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato Alfonso Toto.  Il tunnel Sparvo, che abbiamo costruito  sulla Variante di Valico della A1, non si distingue solo per i record di dimensione di scavo, i tempi di realizzazione, i livelli di sicurezza e la professionalità delle  persone che vi hanno lavorato, ma sta lì a testimoniare quanto sia ancora forte nel Paese l’eccellenza realizzativa o, se si vuole, la capacità del fare: “l’Italian job”, per dirla con le parole della giuria inglese. Questi riconoscimenti ­che arrivano da Londra – ha proseguito l’A.D. Alfonso Toto -  più che a Toto vanno al nostro Paese. Testimoniano, infatti, come in Italia siamo capaci di usare le migliori e più sofisticate tecnologie. Abbiamo grandi professionalità e capacità organizzative che ci consentono di poter competere e vincere la sfida globale. Come gruppo Toto ci abbiamo messo il nostro patrimonio genetico, il Dna. Vale a dire, quella  voglia di affrontare le sfide e vincerle, puntando sulle persone migliori e sulle tecnologie più avanzate. Questo è il mix che abbiamo messo in campo nei nostri primi 50 anni di attività e  siamo convinti che sia la ricetta giusta anche per il futuro”.


La società di costruzioni del Gruppo Toto è arrivata a questo riconoscimento dopo aver inanellato una serie di record con la sua mega-fresa “Martina”, la talpa per lo scavo meccanizzato di gallerie tra le più grandi al mondo e fabbricata dalla Herrenknecht.
A luglio scorso  la TBM (Tunnel Boring Machine) “Martina” ha completato a tempo di record oltre 5.000 metri di tunnel, impiegando soli 19 mesi  per la costruzione e il rivestimento della galleria a doppio fórnice “Sparvo” (sulla Variante di Valico dell’A1, tra Bologna e Firenze, per conto di Autostrade per l’Italia), su cui si è concentrata l’attenzione e l’interesse della comunità tecnico-scientifica internazionale.


In particolare l’azienda TOTO ha stabilito il record mondiale di scavo meccanizzato per una galleria a doppia canna con diametro superiore a 15 metri, raggiungendo una velocità di avanzamento dieci volte maggiore rispetto alla tecnica di scavo tradizionale. La velocità di “Martina” ha segnato livelli di produzione record in termini di avanzamento lineare pari a:

  • 400 metri in un mese
  • 126 metri in una settimana
  • 24 metri in un giorno

L’adozione di questa “Tunnel Boring Machine” da record ha rappresentato per  TOTO Costruzioni Generali un investimento significativo sia da un punto di vista tecnologico che economico, per un costo complessivo di 65 milioni di euro.

Grazie alla sua impressionante velocità di scavo, il primo vantaggio offerto da “Martina” è stato quello di garantire certezza dei tempi di lavoro. La TBM di TOTO ha infatti eliminato le attese  necessarie per gli interventi di consolidamento, scavo e smarino delle tecniche di scavo tradizionali. Inoltre la macchina ha evitato le perdite associabili a possibili rilasci del fronte, essendo stata progettata in modalità EPB (Earth Pressure Balanced) ed in assetto antideflagrante, per contenere e gestire l’eventuale fuoriuscita di gas metano lungo il tragitto di scavo.
L’utilizzo di uno scavo completamente automatizzato ha di fatto annullato i rischi per l’incolumità delle maestranze che, in questa configurazione, hanno operato sempre in un contesto protetto (dalla testa fresante, dallo scudo o dal rivestimento definitivo). Ora, attraverso opportune revisioni, la macchina potrà essere ulteriormente utilizzata, esclusi i componenti sottoposti a maggior usura come cuscinetti e testa fresante. Il ciclo di vita della TBM è infatti pari a 15/18 mila ore corrispondenti ad altrettanti metri di galleria.
La TBM Martina conferma la vocazione dell’ impresa TOTO Costruzioni Generali alla realizzazione di progetti infrastrutturali ad elevata complessità tecnologica. L’esperienza maturata dai tecnici e le maestranze del Gruppo e i record ottenuti con la mega fresa Martina hanno cambiato, per sempre, il modo di pensare, progettare  e realizzare i tunnel in Italia e nel mondo.
Un esempio per tutti: per realizzare l’inversione a “U” della TBM fra la prima e la seconda canna, anziché smontare e rimontare l’intera macchina da scavo, si è adottata una tecnica inedita e rivoluzionaria: la “rototraslazione” su cuscini d’aria di “Martina” e delle 3.000 tonnellate della testata. In tre settimane si è fatto quello che, coi vecchi sistemi, avrebbe richiesto quattro mesi. Toto ha così aperto un strada nuova per l’uso di TBM come Martina in zone impervie.

     
 
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